La pittura fiamminga e i dipinti di antichi maestri della Galleria De Jonckheere


Figlio dell’omonimo tapezziere bruxellese (cf. M. de Maeyer, 1933, pp. 3-11 e W. Schrickx, 1947, pp.47-64), pittore di paesaggi e di feste all’aria aperta. Nel 1599, è franco-maestro dell’Arte di San Luca a Bruxelles. Probabilmente verso il 1600, diventa il pittore ufficiale dell’arciduca Alberto e dell’infanta Isabella (cf. A.J. Wauters, 1889, pp.9-36). La sua opera maggiore, come ricorda Y. Thiéry (1965, n°3), è l’insieme dei quadri documentari che rappresentano il corteo annuale dell’Ommegang svoltosi il 31 maggio 1615 a Bruxelles (cf. L. van Puyvelde, 1960). Van Alsloot era stato infatti incaricato di riprodurre l’intera cavalcata in una serie di quadri, tra i quali quattro si sono conservati : due a Madrid (Prado) e due a Londra (Victoria and Albert Museum). Come paesaggista, si interessa al bosco di Soignes e ai siti pittoreschi dei dintorni di Bruxelles.
All’inizio della sua carriera, segue sia la tradizione bruegheliana, sia Gillis van Coninxloo (i suoi pochi disegni rivelano chiaramente l’influenza di questo artista, come ha sottolineato R.A. d’Hulst (1972, n°2). In seguito, la sua maniera si dimostra più semplice e più originale. Y. Thiéry (1953, p. 170) ha catalogato sedici quadri firmati e monogrammati, tra cui quattordici sono datati dal 1608 al 1626 (musei di Anversa, di Bruxelles, di Madrid, di Nantes, di Vienna, vendite varie, etc.). Ricordiamo che Van Alsloot ha lavorato in collaborazione con Hendrick de Clerck, ad esempio nel Cefale et Procrite (1608, museo di Vienna) o nel Paradiso (castello di Schleissheim).
La fortuna critica di Van Alsloot non è sempre stata uguale. Cornelis de Bie (1661) gli dedica non più di otto righe banali e quattro versi. Nel Settecento, Descamps (1753) si limita a dire che fu pittore dell’arciduca Alberto. Mensaert lo ignora. Nell’Ottocento, Balkema (1844) e Kramm (1857) ripetono le solite scarne informazioni. Bisogna aspettare Alexandre Pinchart perché sia pubblicato, nel 1872, uno studio serio; in seguito, nel 1889, esce l’articolo di Wauters. Tra le pubblicazioni più recenti, possiamo citare quelle di E. Larsen (1948), di W. Wegner (1961), di E. de Callatay (1963) e, infine, gli studi di Y. Thiéry (1953).
|
Paris 100 rue du Faubourg Saint Honoré Tél. : +33 (0)1 42 66 69 49 |
Genève 7 rue de l'Hôtel de Ville Tél. : + 41 22 310 80 80 |
® Galleria De Jonckheere | Termini e condizioni | Contatti | Sito realizzato da 2exVia con MasterEdit©