1710 - Venezia - 1743
Pittore Veneziano di architettura e di prospettive, specialista delle vedute come Canaletto e Bellotto, la sua formazione e gli episodi della sua carriera rimangono mal conosciuti. Figlio di una famiglia veneziana modesta, sembrerebbe che abbia cominciato la sua carriera in quanto pittore di apparati teatrali. Spende la prima parte della vita in Germania, dove le sue opere sono molto stimate. Si ritrova una prima traccia della vendita delle sue opere a Fano, nel 1735, prima che il maresciallo Schulenberg gli compri, a sua volta, alcune vedute. Nel 1737, di ritorno a Venezia, sposa Angela Fontana, la figlia di un mercante di quadri. Da quest’epoca sembra che la coppia viva con un certo aggio. Nel 1741, Marieschi pubblica una raccolta di ventidue vedute intitolata « Magnificentores Selectioresque Urbis Venetiarum Prospectus ». Pensava sicuramente di confrontarsi con la silloge del 1735 di Antonio Visentini, che raccoglieva le composizioni di Canaletto. Ma nel caso di Marieschi, le differenze tra le tavole incise e le opere dipinte saltano all’occhio. La sua carriera si chiude molto presto, perché muore di colpo all’età di 32 anni, lasciando un’opera feconda.
Nella maniera di Luca Carlevarijs, il primo inventore della veduta, Marieschi miscela certi elementi veri del paesaggio con delle rovine antiche, trasformando la veduta urbana verosimile in “capriccio”. Michele Marieschi adotta la maniera precisa e minuziosa di Canaletto, sia nella descrizione dei monumenti, sia nella raffigurazione di barche e gondolieri. Le sue vedute di Venezia si distinguono tuttavia di quelle di Canaletto grazie ai colori molto ben sfumati. Inoltre, la sua oggettività è sempre accompagnata con un senso poetico molto acuto. Le figure schizzate presenti nelle sue composizioni sono state spesso attribuite ad altri artisti, come i Guardi o Tiepolo. Il suo figlio Jacopo gli successe e tramandò la tradizione veneziana delle vedute.