Anversa, c. 1526 - ivi, 1589
Jacob Grimmer, contemporaneo di Pieter Brueghel I, nasce ad Anversa verso il 1526. Diventa apprendista in questa città nel 1539, in quanto allievo di Gabriel Bauwens, Mathys Cock e Cerstian van den Queckborn. Nel 1547, viene nominato franco-maestro. Nel 1548, si sposa; dal suo matrimonio nasceranno quattro figli. È probabile che abbia viaggiato in Italia, come usavano fare allora i giovani pittori.
La sua opera segna una svolta capitale nell’evoluzione del paesaggio fiammingo cinquecentesco. La sua interpretazione del paesaggio, ispirata alla vedute dei dintorni di Anversa e alle scene rurali che vi sono inserite, dimostra l’elaborazione di una nuova concezione e dà prova al contempo del raggiungimento di una eccezionale maturità.
Il paesaggio semplificato e unito che appare verso la metà del secolo è in gran parte invenzione di Grimmer. Il panorama fantastico, le rocce gigantesche dalle forme capricciose, le asperità della natura che potevano ancora piacere a Lucas Gassel, vengono abbandonati per attingere una semplicità e un’autenticità mai raggiunte prima. Anche il colore si fa più realistico, dimostrando l’attenzione costante di Grimmer per la resa dei valori atmosferici, e viene utilizzato con la medesima cura che contraddistingue la rappresentazione di tutti i dettagli, sempre all’interno dell’unità della composizione.
Jacob Grimmer si compiace molto spesso nel dare corpo ai suoi paesaggi con l’inserimento di personaggi e piccole scene aneddotiche in armonia con la consueta spontaneità e con la propria inclinazione naturalistica, evitando di conferire alle cose quella dimensione fatalistica che avrebbe espressa, per esempio, Pieter Brueghel. Con Grimmer collaborano talora Martin van Cleve e Gillis Mostert. Assolutamente notevole è l’influenza grimmeriana su altri artisti, quali suo figlio Abel, ma anche Gillis van Coninxloo, Jan Brueghel II o Jan Wildens.