
Tavola - 39 x 66 cm Paesaggi di neve, Dipinti XVIIe
Circa 1605-1608
Firmato con le iniziali HA in basso a destra
Provenienza
Daniel Katz, Dieren ;
Dr. Schaeffer, New York prima del 1947 ;
F.H Baron de Vos von Steenwijk, Windesheim, circa 1949 ;
Jhr. J.C. Vegelin van Claerbergen ;
Collezione privata, Inghilterra ;
Essoldo Fine Arts, Londra, 1975 ;
Collezione privata.
Letteratura : C.J. Welcker, Hendrick Avercamp, 1585-1634; Barent Avercamp, 1612-1679, Schilderg tot Campen, Davaco Publishers, the Netherlands, 1979, p.213, n° S57.2.
Mostre : Providence, Rhode Island Museum, Dutch Painting in the 17th Century, 1938, n°2, illustré.
Amsterdam, Waterman Gallery, Frozen Silence, 1982, p.79, n°4, illustré en couleurs (catalogue d’A. Blankert, D. Hensbroek-van der Poel, G. Keyes, R. Krudop et W. van der Watering.)
Maggiori informazioni
Amsterdam, 1585 - Kampen, 1663
Nel 1586, Barent Avercamp diventa farmacista nella città di Kampen, dove risiede con la sua famiglia e suo figlio Hendrick, muto dalla nascità. Dopo la morte...
Per saperne di piùAmsterdam, 1585 - Kampen, 1663
Nel 1586, Barent Avercamp diventa farmacista nella città di Kampen, dove risiede con la sua famiglia e suo figlio Hendrick, muto dalla nascità. Dopo la morte del padre, il ragazzo continua a vivere con la madre. Hendrick, sopranominato «il Muto di Kampen», impara il mestiere di pittore ad Amsterdam, presso Pierre Isaacsz, dove subisce immediatamente l’influenza dei paesaggisti fiamminghi profughi, quali Gillis van Coninxloo e David Vinckboons. I suoi primi paesaggi invernali di Avercamp (prima del 1608) ricordano lo stile di quei fiamminghi, sia per la tecnica che per la composizione: l’orizzonte posto molto in alto, numerose figure, e l’evidente allusione agli allestimenti teatrali. Tra il 1610 e il 1620, l’orizzonte scende sempre più in basso nei suoi quadri, gli elementi dell’arredo diventano meno numerosi e i personaggi si raggruppano. Verso il 1615, il Paesaggio d’inverno con pattinatori si trasforma progressivamente in una rappresentazione dei Piaceri invernali, nella quale l’attenzione si concentra ormai chiaramente sui personnaggi. Dopo il 1620, Avercamp subisce l’influenza di Esaias van den Velde e di Jan van Goyen. Le sue composizioni diventano allora più morbide, le figure iniziano a confondersi, in qualche modo, col paesaggio.