Anversa, 1586 – ivi, 1656
L’opera di Gysbrecht Leytens è stata in passato attribuita ad un anonimo Maestro dei Paesaggi d’Inverno.
Oggi sappiamo che il pittore, finalmente identificato grazie a un quadro recante il suo monogramma e conservato in una collezione privata olandese, fu battezzato ad Anversa il 4 di aprile 1586, e che iniziò il suo apprendistato presso Jacob Vrolijck, prima di ottenere il titolo di maestro ad Anversa, nel 1611. Sposatosi con Maria van Omel, diventa membro dell’Olijftak tra il 1615 e il 1625, e capitano della Guardia Civile di Anversa tra il 1624 e il 1628, tutti incarichi che dicono della sua raggaurdevole posizione sociale. Conosciuto per la collaborazione con Frans Francken II e Sébastien Vrancx, conta tra i suoi allievi diversi pittori provenienti dall’Europa meridionale, venuti ad Anversa per imparare l’arte del paesaggio fiammingo, come nel caso, per esempio, del giovane Roccotalliato.
Tutta l’opera del Leytens s’iscrive nella tradizione del paesaggio fiammingo e olandese del Cinque e del Seicento, nella quale si sono distinti maestri quali Pieter Brueghel il Vecchio, Hendrick Avercamp, Gillis Van Coninxloo, Joost de Momper o ancora Denijs Van Alsloot. Gijsbrechts Leytens si distingue per lo stile molto personale. Più di altri, egli può essere considerato come l’autentico cantore dell’inverno. Poeta del gelo, riesce ad esprimere la fredda nudità del sole sulla campagna paralizzata dalla brina. Nessuno prima di lui, e neppure dopo di lui, aveva espresso l’atmosfera invernale con una tale intensità, sia nelle Fiandre che altrove. La qualità fondamentale e unica della sua arte risiede anche nell’estrema raffinatezza degli accordi cromatici, che traspariscono in ogni parte delle sue composizioni.
Grazie ad artisti come Brueghel, Grimmer, ma anche Denijs van Alsloot o van Heil, il paesaggio d’inverno diventa uno dei soggetti prediletti dalla pittura fiamminga. Questo gusto si trasmette naturalmente alla pittura olandese, conosciuta per i meravigliosi paesaggi invernali di Avercamp, di Van der Neer e di Verstralen. Ma, in questo Pantheon, Gysbrechts Leytens occupa un posto unico.
Il maestro dei paesaggi d’inverno arriva in effetti a trascendere le consuetudini del genere. Siamo lontani dai paesaggi austeri, tetri e inquietanti, che prendono vita solo con l’animazione dei personaggi. Le vedute invernali di Leytens emanano una poesia intrinseca. Le vediamo vibrare alla luce dei mattini soleggiati di gennaio; esse suscitano in noila voglia di sentire scricchiolare la spoglia vegetazione ricoperta di neve… Leytens riesce a ricreare l’inverno nella pittura, avendo al contempo cura di rimanere ben lungi della semplice composizione accademica, basata sull’aneddotica delle attività umane.