Colonia o Wesel, c. 1493 - Colonia, 1553-1557
Pittore di soggetti religiosi e ritrattista, Bartholomeus Bruyn il Vecchio lavora dal 1515 a Colonia, dove ricopre diversi ruoli presso il consiglio municipale. È membro dell’Arte della città nel 1518 e nel 1521. Dipinge una grande varietà di quadri, ma sono però i suoi ritratti a renderlo famoso. In effetti, ritrae con vivacità ed espressività patrizi, sindaci, grandi commercianti ed eruditi.
Al contrario dei suoi contemporanei Lucas Cranach e Hans Holbein, Bartholomeus Bruyn non ha mai lavorato al servizio di una corte principesca. Attento a rendere ritratti non idealizzanti, ma singolari e vicini alla realtà, Bruyn diventa velocemente il ritrattista per eccellenza dell’alta borghesia e dei notabili di Colonia. Accordando una grande importanza ai dettagli di ogni modello, Bruyn riesce a svelare l’intimità dei componenti l’alta società tedesca del Cinquecento.
L’artista non si concentra solo sul viso. I tessuti, i gioielli e le mani forniscono altrettanti indizi per riconoscere l’identità del personnaggio rappresentato. Le sue opere sono prima influenzate da Jan Joos van Calcar e da Joos van Cleve; in seguito, egli s’ispira più ai maestri neerlandesi che hanno viaggiato in Italia, come Jan van Scorel e Martin van Heemskerk. Bartholomeus Bruyn sembra essere molto vicino a Joos van Cleve, del quale è probabilmente l’allievo e, forse, il genero. Nel 1529, riceve dal capitolo della chiesa San Vittorio a Xanten un ordine per una pala d’altare. La esegue nel 1534/1536. La maggior parte dei quadri d’altare dipinti da lui, o dall’importante bottega che nasce più tardi, sotto la direzione di suo figlio Bartholomeus il Giovane, sono oggi conservati a Xanten e a Essen. Bartholomeus Bruyn può essere considerato il principale rappresentante della tradizione pittorica sviluppatasi a Colonia tra Quattro e Cinquecento.