Courtrai, 1576 – Utrecht, 1639
Roelandt Savery è probabilmente nato a Courtrai nel 1576. Sembra aver lasciato molto presto i Paesi Bassi meridionali a causa della propria convizione religiosa riformista, come del resto tanti altri fiamminghi alla fine del Cinquecento.
Suo fratello maggiore, Jacob, dal quale eseguirà l’apprendistato, arriva a Haarlem indubbiamente nel 1587, come pure Hans Bol. Roelandt entra sicuramente nella bottega di quest’ultimo, al seguito di suo fratello Jacob, prima di stabilirsi ad Amsterdam nel 1591.
In seguito, Savery passa qualche tempo a Parigi presso il re Enrico IV, ma si trasferisce poi a Praga, ove ritrova un ‘clima’ fiammingo, avendo risposto all’appello di Rodolfo II, nel 1604. In quella città incontra P. Stevens, B. Spranger, G. Hoefnagel e E. Sadeler, che diviene il suo principale incisore. Dopo un soggiorno molto importante nel Tirolo, durato dal 1606 al 1608, Savery rimane evidentemente al servizio dell’Imperatore Mathias, dopo la morte di Rodolfo II avvenuta nel 1612, come attestano i registri della corte.
Nel 1613, tuttavia, ottiene il permesso di rientrare nei Paesi Bassi. Si reca allora ad Amsterdam, probabilmente per risolvere la questione dell’eredità di suo fratello, da poco scomparso; vi risiede poi sporadicamente, tra il 1614 e il 1619. Allora, s’insedia a Utrecht, dove viene ammesso nell’Arte dei Pittori di San Luca. Il suo talento, da tutti riconosciuto, assieme alla sua personalità incredibilmente dinamica, gli valgono una fama internazionale, che ben presto rende la sua opera ambita da numerose corti europee.
Per lo più pittore di paesaggi e di animali, più raramente di scene di genere, Roelandt Savery si dedica alla rappresentazione di nature morte, e in particolare di mazzi di fiori, solo dopo il suo rientro in Olanda. Muore a Utrecht il 25 febbraio 1639. Ebbe come allievo Hans Savery, suo nipote, Willem van Nieulandt e, nel 1594, Gillis d’Hondecoeter, A. van Everdingen e Isaac Major.
La sua opera, feconda e talentuosa, che oggi figura nei maggiori musei e collezioni private europee, lo colloca al di là del concetto moderno e rigido di ‘scuola di pittura’, e gli consente di figurare tra i più importanti pittori dell’epoca sua.