Malines, prima del 1535 – Francoforte, 1597
Lucas van Valckenborch viene probabilmente iniziato alla pittura da suo padre, Martin van Valckenborch il Vecchio, prima della sua ammissione all’Arte di Malines nel 1564, con la dignità di maestro. Dopo le persecuzioni religiose inflitte dalle truppe del duca d’Alba ai simpatizzanti della Riforma, egli, nel 1566, è costretto a lasciare la città natale per rifugiarsi prima a Liegi e poi a Aquisgrana, dove raggiunge suo fratello Martin e Hans Vredeman de Vries. Nel 1576, si trasferisce ad Anversa. L’anno seguente, lavora a Bruxelles per l’arciduca Mathias, allora governatore dei Paesi Bassi. Nel 1581, accompagna quest’ultimo in Austria, per un soggiorno a Vienna e a Praga, a Linz e a Norimberga. Dopo il 1593, condivide la sua bottega a Francoforte con suo fratello Martin.
Il maestro e suo fratello sono annoverabili tra i più importanti pittori di paesaggio del Cinquecento. La concezione del paesaggio del Nostro deriva da Joachim Patenier e da Pieter Brueghel il Vecchio.
Osservatore attento e scrupoloso, van Valckenborch utilizza la tecnica sottile del miniaturista per trattare le scene anedottiche, che dimostrano sempre une grande precisione storica, sorprendente e fino seducente. Inoltre, i suoi paesaggi si rivelano ricchi e topograficamente esatti.
I suoi paesaggi profondi, pieni di sfumati luminosi e raffinati, realizzati alla fine della vita, testimoniano la sua autentica volontà creativa tendente a superare la concezione bruegheliana, e danno prova di una perfezione mai raggiunta dai suoi contemporanei.