Anversa, 1581 – ivi, 1642
Frans Francken il Giovane è il più produttivo e, giustamente, il più celebre dei pittori della grande stirpe dei Francken. Pittore fecondo e versatile, lavora successivamente con il padre, il fratello e il figlio ; ben presto diventa indubbiamente il capo della bottega familiare, che produce innumerevoli quadri di soggetto religioso o profano. Tale produzione incontra subito un grande successo, grazie al carattere pittoresco che le è proprio.
Frans Francken detiene un ruolo importante nella società della sua città natale: le fonti concordano nel testimoniare della stima di cui godeva presso i suoi contemporanei. Tutti gli inventari di collezioni private anversesi annoverano quadri di sua mano; inoltre, i libri di conti dell’azienda Forchoudt, grande esportatrice di opere fiamminghe, citano in continuo il nome dell’artista.
Viene nominato Gran Maestro dell’Accademia di San Luca ad Anversa nel 1605, e Decano nel 1614. In quello stesso anno, si compra una bella casa, chiamata San Marco e situata al «Bloksweg», vicino al «Peso di Ferro». La nuova dimora diventa uno dei centri più produttivi di Anversa; Frans vi continua la collaborazione con suo fratello Jérôme, iniziata nella bottega paterna, e, in seguito, si associa con suo figlio Frans III.
Collabora spesso con un gran numero di pittori di genere, aggiungendo figure ai paesaggi di Jan Brueghel il Vecchio, di Josse de Momper e di Alexandre Keirrinckx, o dando vita a certi personnaggi degli interni di chiesa di Pierre de Neefs il Vecchio. Si ritiene che, al contrario di tanti altri artisti dell’epoca, non abbia mai viaggiato per studiare i maestri stranieri.
Francken si dedica ai generi più diversi: biblici, mitologici, storici, allegorici. È anche autore di scene di atelier di dilettanti, che diventano presto di moda e che rappresentano, durante tutto il Seicento, un genere tipicamente anversese.
Il suo stile si distingue per l’eleganza della presentazione e per il virtuosismo della fattura. Caratteristico della sua maniera è il modo di dipingere gli occhi come punti neri nei visi allungati dei suoi personnaggi.