Anversa, 1570 – ivi, 1618
Pittore anversese, Abel Grimmer è il figlio del paesaggista Jacob Grimmer (c. 1526-1590), presso il quale compie il proprio apprendistato, prima di essere ricevuto come Maestro nell’Arte dei pittori di San Luca nel 1592.
Dipinge numerosi paesaggi di piccolo formato, rappresentanti scene dei campi con, talvolta, l’inserimento di motivi biblici; è sopratutto considerato lo specialista delle serie dedicate alle Quattro Stagioni e ai Dodici Mesi, che sono, in qualche modo, la trasposizione su pannelli dei calendari dei miniaturisti.
Contemporaneo di Pieter Brueghel il Giovane, Abel Grimmer interpreta come lui, anche se in modo molto personale, certe incisioni e modelli ricevuti da Pieter Brueghel il Vecchio e da Hans Bol. Rimane profondamente legato allo spirito e alla concezione un poco arcaici propri del Cinquecento. Si ritiene che abbia ricevuto anche una formazione da architetto. Sarebbe quindi proprio una preoccupazione da professionista – nel modo di disegnare le architetture e le prospettive – che egli allora dimostrerebbe nei suoi dipinti, quando raffigura interni di chiese o di palazzi, così come nelle sue vedute panoramiche della città di Anversa, con le sue torri di Babel.
Grimmer dà prova di grande abilità di disegnatore, ed anche di un senso dell’osservazione giusto e acuto. Caratterizzano la sua opera un grafismo severo e preciso, una visione sintetica della natura, sul modello dei primitivi e dei miniaturisti, la composizione per linee schematiche, l’estrema sottigliezza nella scelta e nella giustapposizione dei toni.
Si è potuto dire di lui, quando non si conosceva ancora l’ampiezza della sua opera, che «semplificava la natura con una piacevole e poetica ingenuità, insieme ad una grande maestria nell’esecuzione ». In realtà, la sua concezione pittorica associa un realismo molto personale nella resa del paesaggio ad una certa stilizzazione della natura e delle architetture, sintesi che oggi pare singolarmente moderna.